Il mercato immobiliare fotografato da un’indagine di Bankitalia



La situazione del mercato immobiliare non è delle più floride. Lo sanno tutti coloro che hanno deciso di acquistare casa e che non riescono ad ottenere un mutuo nonostante ottimi contratti lavorativi, lo sanno coloro che devono vendere e non trovano acquirenti. La situazione appare bloccata, tanto che molte famiglie desiderose di realizzare il sogno di una casa si rivolgono ormai al mercato dei prefabbricati (qui alcuni esempi). Scegliendo un prefabbricato rispetto alla casa in mattoni, non solo si risparmia una cifra notevole, ma va a snellirsi anche la burocrazia che grava invece sulla costruzione di una casa in cemento. Inoltre, le soluzioni prefabbricate si sono evolute al punto da poter ormai costituire un’alternativa al mattone credibile, valida e persino più ecologica. Ma il loro sviluppo è prima di tutto indice di un fabbisogno di case che il mercato immobiliare tradizionale non riesce più a soddisfare.
Una recente indagine di Bankitalia non fa che confermare questa ipotesi. I dati del terzo trimestre del 2014 mostrano, da un lato, la permanenza di un sostanziale pessimismo tra gli agenti immobiliari sugli scenari futuri, e dall’altro una reale situazione di stallo o peggioramento dei principali indici economici legati al settore.
La quota di agenti che sono riusciti a concludere almeno una vendita nel terzo trimestre del 2014 è scesa dal 68,1% (dato del secondo trimestre) al 64,1%, con una diminuzione di 4 punti percentuali. È però vero che, rispetto al terzo trimestre del 2013, si è registrato un aumento del 4,6%, che mostra come il momento peggiore sia forse passato, nonostante la situazione non resti delle migliori.
Resta invece stabile la quota di agenti immobiliari che sono riusciti ad affittare nel terzo trimestre 2014 almeno una casa (83,7%). Per giovani coppie o single che escono dal nucleo familiare d’origine, acquistare una casa oggi è molto difficile e per la maggior parte di essi la soluzione più semplice è quella di prendere in affitto un appartamento piuttosto che accendere un mutuo.
La difficoltà di ottenere un mutuo si riflette in un altro dato: calano in questo terzo trimestre anche gli acquisti di case finanziate con mutuo, che infatti scendono dal 62,9 al 59,9%. Ulteriori indagini potrebbero forse mostrare che oggi, vista la difficoltà di interloquire con gli istituti di credito, le soluzioni adottate sono molte e diverse, ad esempio la formula del rent to buy o l’autofinanziamento con l’aiuto delle famiglie.
Resta invece stabile il saldo tra gli operatori del settore immobiliare che riportano una diminuzione delle vendite e quelli che riportano un aumento.

Mercato immobiliare: scenari futuri

L’ondata recessiva, iniziata nel 2011, si esaurirà presto? Difficile dirlo, ma secondo alcuni analisti la situazione dovrebbe progressivamente migliorare fin dal 2015. Il 2015 potrebbe essere l’anno di una stabilizzazione dei prezzi e il 2016 di una graduale ripresa. I prezzi molto bassi e una lenta ripresa della domanda potrebbero portare ad un graduale rialzo dei prezzi, che potrebbe riequilibrare il mercato.
Ma se questo è ciò che sperano le agenzie immobiliari e gli operatori del settore, bisognerà aspettare almeno i dati sull’ultimo trimestre del 2014 per fare previsioni verosimili e delineare un quadro più preciso della situazione.
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